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La formazione di un termoidraulico

La formazione di un termoidraulico

Il percorso di formazione che deve essere intrapreso da chi è intenzionato a diventare un tecnico termoidraulico è stato stabilito dal Comitato Italiano Gas: il riferimento normativo relativo alle figure professionali qualificate per gli impianti civili che utilizzano gas di petrolio manufatto, gas manifatturato o più di frequente gas naturale, metano e GPL prevede la distinzione tra responsabili tecnici, installatori e manutentori.

Per diventare operatori di impianti termoidraulici occorre seguire uno specifico corso di studi della durata di tre anni, al termine del quale viene rilasciato un attestato riconosciuto a livello nazionale.

Prima di trovare un impiego presso un centro assistenza caldaie a Roma, a Napoli, a Palermo o in qualsiasi altra città italiana, quindi, è indispensabile una formazione adeguata, grazie a cui sia possibile imparare a leggere e a conoscere gli schemi di costruzione e il disegno tecnico di un impianto termoidraulico e a distinguere le caratteristiche funzionali e tecnologiche degli impianti di condizionamento e termosanitari.

Non solo: tra le competenze che vengono acquisite ci sono anche quelle relative alla valutazione del rapporto qualità prezzo delle prestazioni fornite, in relazione alla tipologia di impianto e ai materiali che sono utilizzati.

Cosa deve sapere un tecnico termoidraulico

Al termine del percorso di formazione a cui si sottopone, un tecnico termoidraulico è in grado di organizzare la gestione di attrezzature e materiali, di individuare i guasti e di identificare le apparecchiature più adeguate per ogni situazione, tenendo conto dei materiali, delle norme da rispettare e delle strutture su cui si è chiamati a intervenire.

La riparazione delle apparecchiature e degli impianti, la verifica della tenuta degli impianti e l’esecuzione di calcoli relativi al fabbisogno termico sono altri compiti imprescindibili (e ciò vale sia per gli impianti di distribuzione del gas, sia per gli impianti idrotermosanitari, sia per gli impianti di condizionamento).

Ancora, tra le competenze richieste sono importanti quelle che riguardano la realizzazione di manufatti in lamiera e la loro installazione, finalizzata alla protezione degli edifici dalle acque piovane.

Che cosa fare dopo il percorso di formazione

Una volta che il percorso di formazione è stato portato a termine, il tecnico termoidraulico può continuare gli studi o iniziare a lavorare: in questo secondo caso si dovrà rivolgere ad aziende artigiane impegnate nel settore della riparazione e dell’installazione degli impianti in abitazioni private ed edifici, oppure potrà cercare un impiego in un’azienda che si occupi della manutenzione di climatizzatori, condizionatori e termosifoni (i cosiddetti impianti di distribuzione dei fluidi).

Per diventare responsabili tecnici, poi, è necessario aver accumulato un’esperienza dimostrabile, da certificare attraverso la compilazione di una specifica documentazione relativa agli impianti a gas, sulla base di quanto previsto dal D. M. n. 37 del 2008 all’articolo 1 comma 2.

Per gli installatori, invece, il riferimento normativo in materia è la norma UNI 11554.

Molto importante è, nel corso del tempo, l’aggiornamento professionale a cui un tecnico si può sottoporre. Questa figura, inoltre, può decidere di specializzarsi in marchi specifici, magari tramite rivendite ufficiali.

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