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Spiagge di Ogliastra: le più belle della Sardegna

09/09/2026

Spiagge di Ogliastra: le più belle della Sardegna

Tra i tratti costieri più integri del Mediterraneo, l'Ogliastra occupa una posizione che non deve nulla alla fortuna geografica: la conformazione calcarea e granitica delle falesie, l'assenza di grandi centri urbani lungo la fascia litoranea e la presenza del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu hanno preservato un paesaggio marino che altrove, lungo le coste sarde più accessibili, è andato cedendo alle pressioni dello sviluppo turistico. Le spiagge di Ogliastra sono il risultato visibile di questo equilibrio — non una vetrina, ma un ambiente che conserva le sue regole e impone al visitatore un certo adattamento.

Chi percorre la statale 125, la cosiddetta Orientale Sarda, comprende rapidamente che il territorio non si lascia attraversare con disinvoltura: le curve si moltiplicano, i paesi si distanziano, e il mare appare a tratti come una promessa rimandante. Questo isolamento relativo ha tenuto lontano il turismo di massa e ha permesso alle spiagge di mantenere caratteristiche — profondità dell'acqua, granulometria delle ghiaie, stabilità delle dune — che in altri contesti sarebbero già compromesse. La stagione balneare si è allungata, con flussi significativi che oggi si estendono da aprile a ottobre, ma la densità rimane contenuta rispetto ai litorali del nord o del sud dell'isola.

La varietà morfologica delle spiagge di Ogliastra è uno degli aspetti che sorprende anche chi conosce bene la Sardegna: si passa dalle cale ghiaiose incassate tra le rocce bianche alle distese sabbiose di origine fluviale, dai lidi raggiungibili in auto alle insenature accessibili solo via mare o attraverso sentieri che richiedono ore di cammino. Questa eterogeneità impone una lettura differenziata, perché le condizioni di accesso, la qualità dell'acqua e il carattere ambientale variano in modo sostanziale da un punto all'altro della costa.

Caratteristiche geologiche e morfologiche della costa ogliastrina

La costa dell'Ogliastra è il frutto di due matrici geologiche distinte che si alternano lungo il profilo litoraneo: a nord predominano le formazioni calcaree del Supramonte, con pareti verticali che precipitano direttamente sul mare e cale formate dall'accumulo di detriti; a sud, verso Tortolì e l'area del Belvi, il granito assume il controllo del paesaggio, arrotondando le forme e producendo spiagge con granuli più fini e colorazioni più calde. Questa alternanza non è solo estetica — incide sulla qualità delle acque, sulla presenza di correnti, sull'orientamento delle anse rispetto ai venti dominanti, e quindi sulla praticabilità nelle diverse stagioni.

Le falesie calcaree del settore settentrionale, tra Baunei e Santa Maria Navarrese, raggiungono altezze notevoli e creano ambienti di ombra e umidità che favoriscono una vegetazione rupestre di notevole interesse botanico; al di sotto, le acque mantengono una temperatura più stabile grazie alla profondità e alla scarsa esposizione alla radiazione solare diretta nelle ore centrali. Le spiagge di questa fascia sono generalmente brevi, delimitate da promontori, e si raggiungono dopo discese su sentieri segnati o, più spesso, con le imbarcazioni che partono dai porticcioli di Arbatax e Santa Maria Navarrese.

Le cale del Golfo di Orosei nel territorio di Baunei

Il comune di Baunei detiene una porzione rilevante delle spiagge di Ogliastra più citate e fotografate, benché il suo centro abitato si trovi a oltre seicento metri di quota; questa dissociazione tra il paese e il suo territorio costiero ha una spiegazione storica che risale alle incursioni saracene, ma ha prodotto come effetto collaterale una gestione del litorale che ha trovato nel tempo un equilibrio tra accessibilità e tutela. Cala Goloritzé, dichiarata Monumento Naturale nel 1993, è raggiungibile solo a piedi o via mare: il sentiero dal pianoro di Golgo richiede circa due ore di cammino su terreno calcareo, con tratti esposti che richiedono attenzione, e restituisce una cala di ghiaia bianca con un arco roccioso e un faraglione che emergono dall'acqua con una geometria improbabile.

Cala Sisine e Cala Luna appartengono allo stesso sistema ambientale, con pareti che superano i duecento metri e una vegetazione mediterranea che si affaccia sui bordi; Cala Luna in particolare, con la sua spiaggia di sabbia chiara punteggiata di grotte, è uno dei luoghi più riconoscibili della costa orientale sarda, e la sua raggiungibilità via mare — con partenza da Cala Gonone, che è però nel territorio nuorese — ne ha determinato la notorietà a scapito di una certa pressione nelle ore centrali della giornata in alta stagione. Chi sceglie di arrivarci a piedi, attraverso il sentiero costiero che parte da Baunei, ha un'esperienza qualitativamente diversa: più lunga, fisicamente impegnativa, ma con la possibilità di sostare in punti intermedi di grande bellezza.

Santa Maria Navarrese e il litorale di Baunei meridionale

Santa Maria Navarrese è la principale frazione marina del comune di Baunei e rappresenta uno dei pochi punti della costa ogliastrina dove i servizi balneari di base — parcheggi, noleggio barche, alcuni stabilimenti — si combinano con un contesto ambientale ancora ben conservato; la spiaggia principale del paese è una striscia di sabbia dorata con un fondale che degrada dolcemente, ombreggiata nella parte meridionale da una macchia di lecci che arriva fino all'acqua, un elemento raro nel paesaggio costiero sardo. A poca distanza, verso nord, si apre il litorale di Spiaggia dei Pini — il nome è descrittivo — con una pineta che risale al dopoguerra e che ha creato un microclima di notevole amenità, molto apprezzato dalle famiglie che cercano alternanza tra ombra e mare.

Procedendo verso Arbatax, la costa si articola attorno alle Rocce Rosse, formazioni porfiriche di colore rosso-arancio che emergono direttamente dalla battigia e che costituiscono uno degli scenari geologici più singolari dell'intera isola; le piccole cale che si aprono tra questi blocchi hanno acque di colore insolito, influenzate dalla presenza minerale del substrato, e offrono condizioni di snorkeling di qualità elevata per chi è disposto a esplorare i fondali con maschera e pinne.

Il sistema di spiagge di Tortolì e dell'area di Arbatax

L'area di Tortolì e Arbatax costituisce il polo urbano e portuale dell'Ogliastra, e il suo litorale presenta caratteristiche distinte rispetto alle cale isolate del settore settentrionale: la spiaggia di Orrì è una lunga distesa sabbiosa, accessibile con facilità, dotata di strutture ricettive e di un sistema dunale posteriore che ospita una macchia mediterranea di ginepri e corbezzoli; la sabbia, di origine mista fluviale e marina, ha una colorazione dorata che contrasta con il celeste dell'acqua, e il fondale basso la rende adatta a nuclei familiari con bambini piccoli. La spiaggia di Lido di Orrì, pur nella sua accessibilità, ha mantenuto una qualità ambientale discreta grazie ai vincoli imposti dal Piano Paesaggistico Regionale, che ha limitato le nuove edificazioni lungo la fascia costiera.

Arbatax dispone di una posizione portuale che la rende base logistica per le escursioni verso le cale più remote del Golfo di Orosei; i servizi di traghetto e gommone che partono dal porto toccano quotidianamente le principali spiagge del tratto bauneiese, e la combinazione tra infrastruttura portuale e territorio naturale circostante ha prodotto un modello di fruizione che distribuisce i flussi in modo più efficiente rispetto ad altre zone costiere. Il porto di Arbatax è anche il punto di arrivo dei traghetti dalla penisola, e questa accessibilità diretta ha contribuito a orientare una quota del turismo balneare verso la costa ogliastrina con una certa anticipo rispetto ai picchi estivi.

Condizioni di accesso e gestione dei flussi turistici

La questione dell'accesso alle spiagge di Ogliastra è diventata negli ultimi anni un tema di gestione concreta: il comune di Baunei ha introdotto un sistema di prenotazione per il sentiero di Cala Goloritzé, limitando il numero di visitatori giornalieri e istituendo un contributo d'ingresso destinato alla manutenzione dei percorsi e alla sorveglianza ambientale; questo modello, che ha generato discussioni sulla compatibilità tra tutela e diritto di accesso, ha prodotto risultati apprezzabili in termini di conservazione del sito, e viene oggi osservato con interesse da altri comuni costieri che fronteggiano problemi analoghi. La Regione Sardegna ha affiancato queste misure locali con aggiornamenti al Piano di Utilizzo dei Litorali, che regola le concessioni demaniali e impone limiti alle strutture temporanee sulle spiagge.

Per le cale accessibili solo via mare, la regolamentazione della navigazione nelle acque protette del Parco rimane uno strumento essenziale: le zone A di riserva integrale vietano la balneazione e l'ancoraggio, mentre le zone B e C consentono l'accesso con limitazioni di densità che vengono monitorate attraverso sistemi di controllo visivo e, in via sperimentale, con dispositivi di rilevamento da drone. Chi intende visitare le spiagge di Ogliastra nel corso della stagione 2026 farà bene a verificare in anticipo le condizioni di accesso per i siti soggetti a regolamentazione — le informazioni sono disponibili sui portali dei comuni e del Parco Nazionale — poiché la variabilità delle norme tra un sito e l'altro richiede una pianificazione più attenta di quanto si potrebbe supporre avvicinandosi a questo territorio per la prima volta.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to